12. O conjuntivo

Per quanto riguarda la funzione del conjuntivo / congiuntivo non c'è nessuna differenza tra il portoghese e l'italiano. (In Brasile si preferisce chiamarlo subjuntivo, come in spagnolo.)

Si utilizza il conjuntivo / congiuntivo per descrivere avvenimenti, processi, azioni che qualcuno si immagina, che possono occorrere, ma che non si sono ancora verificate, per descrivere azioni la cui realizzazione si spera, teme, desidera ecc. o per descrivere azioni del passato la cui verificazione non è certa. (Io speravo che lui lo avesse fatto.)

Tuttavia, il semplice fatto che un'azione non è stata ancora realizzata o il non sapere se si è realizzata o meno, non impone l'uso del conjuntivo. Ci sono cantità di verbi che descrivono fatti puramente immaginati che non vogliono il conjuntivo: Io pensai che lui sarebbe venuto. (Non: ~Io pensai che lui venisse.) Il conjuntivo è obbligatorio soltanto quando c'è una valutazione soggettiva riguardo ai fatti immaginati.

C'è un altro aspetto che richiede l'uso del conjuntivo / congiuntivo: esso è obbligatorio anche quando non si sa quando un avvenimento accadrà. Osserviamo questa frase:

Quando arrivi, lo demando.

In questo caso non abbiamo una valutazione soggettiva: ciò che rende necessario il congiuntivo è l'insicurezza. Vedremo più avanti, nel capitolo 12.2.5, che il portoghese utilizza in questo caso il futuro do conjuntivo, un tempo verbale che non esiste in nessun'altra lingua romanza. Il portoghese compie dunque una distinzione tra una valutazione soggettiva del mondo, cfr. 12.2.1, è l'insicurezza oggettiva. Questa distinzione non viene operata da nessun'altra lingua romanza

Ci sono altri contesti nei quali il conjuntivo / congiuntivo è obbligatorio. Molte congiunzioni per esempio affinché richiedono il congiuntivo: Te lo dico, affinché lo faccia. Bisogna utilizzare il congiuntivo anche se la proposizione principale indica che l'avvenimento descritto nella proposizione relativa non è possibile: Non c'è nessuno che lo possa fare. Andiamo a discutere sul congiuntivo nei capitoli seguenti, ma in general un italofono può fidare nella sua intuizione linguistica, altrimenti detto funziona, a parte della distinzione tra valutazione soggettiva e insicurezza oggettiva, come in italiano.

A rendere difficile l'uso del conjuntivo / congiuntivo è il fatto che la concordanza dei tempi verbali deve essere rispettata anche con i verbi che richiedono il congiuntivo. La concordanza dei tempi verbali deve essere rispettata in differenti contesti: per esempio quando un'azione è immaginata, perché si spera, teme, vuole, presume qualcosa. Deve essere chiaro se la azione immaginata è occorsa prima, allo stesso tempo o dopo essere stata immaginata. Nella tabella qui sotto illustriamo il problema con verbi che richiedono l'indicativo, ma il problema è lo stesso.

Verbo che richiede l'indicativo: Penso che lui è venuto.
Verbo che richiede il conjuntivo: Temo che lui sia venuto.

Parleremo nuovamente di questo problema nel capitolo 14, per capire perché ci sono tanti tempi verbali in conjuntivo / congiuntivo: Per ogni tempo dell'indicativo c'è n'è infatti uno corrispondente in conjuntivo / congiuntivo. Bisogna capire che cos'è la concordanza dei tempi.

L'azione della proposizione principale è al presente e l'azione della proposizione subordinata...
è accaduta prima dell'azione descritta nella proposizione principale.
Non possiamo andare in vacanza, perché la macchina si è rotta.
si svolge allo stesso tempo dell'azione della proposizione principale
Non possiamo andare in vacanza perché la macchina si rompe.
accadrà dopo l'azione descritta nella proposizione principale
Non possiamo andare in vacanza perché la macchina si romperà.
L'azione della proposizione principale è nel passato e l'azione della proposizione subordinata...
era occorsa prima dell'azione descritta nella proposizione principale
Non potemmo andare in vacanza, perché la macchina si era rotta.
occorrerà dopo l'azione descritta nella proposizione principale
Non potemmo andare in vacanza, perché la macchina si sarebbe rotta.*

* Per quanto riguarda la descrizione di un avvenimento futuro da una prospettiva passata c'è una differenza tra l'italiano e tutte le altre lingue romanze. In italiano si utilizza il condizionale II (sarebbe venuto e non verrebbe) in questo caso, indipendentemente dal fatto che il verbo richieda l'indicativo o il congiuntivo.

La logica è basicamente la stessa di qualsiasi proposizione introdotta da una congiunzione. Ci sono delle congiunzioni che richiedono l'indicativo e altre che richiedono il congiuntivo. Anche in questo caso bisogna rispettare la concordanza dei tempi.

anteriorità / congiuntivo: Il compratore deve ritirare la merce dalla nave non appena sia stata messa a sua disposizione.
anteriorità / indicativo: Gli credo, anche se ha gi� mentito parecchie volte.

Ci sono tanti tempi verbali in congiuntivo come in indicativo perché anche con il congiuntivo deve essere possibile descrivere anteriorità, contemporaneità e posteriorità.

presente / contemporaneità: Lo faccio affinché non mi disturbi più.
presente / anteriorità: Lo faccio quando mi abbia pagato.
passato / simultaneità: Lo feci affinché non mi disturbasse più.

La concordanza dei tempi si deve rispettare anche nel discorso indiretto. Il discorso indiretto è molto spesso descritto come un fenomeno proprio, anche sulla pagina italiana di wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_indiretto. Questo è sbagliato. Il discorso indiretto non è nient'altro che un caso speciale della concordanza dei tempi verbali. Si deve chiarire se gli avvenimenti raccontati, riferiti, affermati ecc. si sono svolti prima, allo stesso tempo o dopo essere stati raccontati, riferiti o affermati. Il problema è lo stesso che nel caso della concordanza dei tempi in generale.


1) presente / contemporaneità: Lui dice: Sono felice. => b1) Lui dice che è felice.
2) passato / simultaneità: Lui disse: Sono felice. => b2) Lui disse che era felice.
3) passato / anteriorità: Lui disse: Lo ho fatto. => b3) Lui disse che lo aveva fatto.


Se trasformiamo una frase dal discorso diretto al quello indiretto dobbiamo rispettare la concordanza dei tempi verbali. Nel caso 3) qualcuno ha detto nel passato che lo aveva fatto: lo aveva fatto prima di dirlo. Il tempo verbale del discorso diretto deve essere trasformato nel tempo verbale immediatamente anteriore nel discorso indiretto, perché il punto di riferimento è il momento nel quale lo disse. Se si tratta di un verbo che descrive un tipo di immaginazione, l'ancora è il momento nel quale l'avvenimento è stato immaginato.

Sia che il verbo della proposizione principale richieda l'indicativo che il congiuntivo, la logica sempre è la stessa. Al presente d'indicativo corrisponde il presente di congiuntivo, al passato prossimo d'indicativo, il passato prossimo di congiuntivo, al passato remoto d'indicativo, il passato remoto di congiuntivo, al trapassato prossimo d'indicativo il trapassato prossimo di congiuntivo ecc...

Io spero che sia arrivato.
Io penso che è arrivato.
Io sperai che fosse arrivato.
Io pensai che era arrivato.

Non c'è nessun dubbio che un italofono utilizzi il conjuntivo portoghese correttamente senza nessuna spiegazione, ma qualche volta può essere utile riflettere un po' sul contesto nel quale viene utilizzato. Delle poche differenze d'uso, soprattutto per quanto riguarda il futuro do conjuntivo, un tempo verbale che non esiste in nessun'altra lingua romanza, parleremo nel capitolo 12.2.5.

La tabella qui sotto mostra l'uso dei tempi verbali in modo schematico, ma se si ha capito la relativamente semplice logica, la tabella è abbastanza inutile. Per "momento della presentazione mentale" intendiamo il momento nel quale una cosa è immaginata (o temuta, sperata, raccontata, pensata ecc.). Questo momento è il punto di riferimento e gli avvenimenti della proposizione subordinata devono essere disposti intorno ad esso.

indicativo
il momento della presentazione mentale è nel presente il momento della presentazione mentale è nel passato
allo stesso tempo presente do indicativo allo stesso tempo imperfeito indicativo
prima perfeito simples do indicativo* prima mais-que-perfeito-composto indicativo
dopo presente von ir + infinito dopo imperfeito von ir + infinito
congiuntivo
il momento della presentazione mentale è nel presente il momento della presentazione mentale è nel passato
allo stesso tempo presente do conjuntivoallo stesso tempo imperfeito do conjuntivo
prima perfeito composto do conjuntivo prima mais-que-perfeito-composto do conjuntivo
dopo presente do congiuntivo dopo imperfeito do congiuntivo

* qui c'è una differenza in comparazione con l'italiano




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