6.1.5 Adattazioni dei pronomi o, a, os, as in dipendenza della desinenza della radice

Prima facciamo un'altra annotazione riguardo alla lunga lista di regole che seguirà. Ci sono due posizioni estreme per quanto riguarda l'apprendimento delle lingue e entrambe sono sbagliate. La prima posizione è che si deve imparare una lingua come si ha imparato la lingua materna: la miglior cosa da fare è non conoscere le regole e non pensarci nemmeno su. Questa posizione convince molta gente. Libri sulla cui copertina c’è scritto "Senza grammatica, imparare come hai imparato la tua lingua madre" si vendono bene e ancora meglio se viene aggiunto che si può imparare la lingua senza sforzo, dieci minuti al giorno, in tre mesi e parlarla come un nativo. L'altro estremo è quello della scuola, soprattutto per l’insegnamento del latino. Lì si apprende che imparare lingue significa soprattutto imparare regole.

La verità può sembrare un poco sconfortante: nessuno sa come si impara una lingua, nemmeno la lingua madre. L'unico che si può dire è che un bambino ha bisogno più o meno di tre anni per dire circa ciò che vuole e ciò che non vuole. Per tre anni ha un professore individuale (la madre, il padre, la sorella, il fratello, la nonna, il nonno, la zia, il zio ecc.) 14 ore al giorno. Tutti i familiari fanno degli sforzi e sono molti felici se il bambino impara una nuova parola. Ma 14 ore al giorno per tre anni fa più o meno 15000 ore. A un costo di 10 euro all'ora si arriva a 150 000 euro: ecco quanto costa insegnare la lingua madre a un bambino! Si capisce senza problema che qualsiasi economia andrebbe in bancarotta se realmente si dovesse pagare gli insegnanti della lingua madre. Imparare una lingua straniera come si ha imparato la lingua madre non è veramente una buona idea. In generale, per esempio nei corsi organizzati dallo stato per i rifugiati politici, si suppone che dopo 600 ore di corso (non un corso individuale, ma con 15 persone), si arrivi più o meno al livello linguistico di un bambino di quattro anni con i metodi tradizionali: grammatica, esercizi ecc. Il problema dei corsi diciamo classici, anche a scuola, è che si concentrano soprattutto nella produzione attiva: soprattutto scrivere. Più efficace è concentrarsi nella comprensione passiva, leggendo, ascoltando. Ma per una comprensione passiva bisogna conoscere le regole, benché sia di maniera passiva. Ma se si conosce le regole di maniera passiva, si sara in po di tempo capace di usarne di maniera attiva.


Se una forma verbale (infinito, imperativo) finisce in:

1) r, questo è il caso dell’infinito,
2) s, questo è il caso della prima persona plurale e della seconda persona singolare,
3) z, questo è il caso di verbi come dizer, fazer, traduzir, alla terza persona singolare

o,a,os, as si fonde a lo, la, los, las e r, s, z spariscono.

Basta memorizzare questa frase per produrre qualsiasi quantità di frasi simili, basandosi su questo modello. Le liste di regole qualche volta possono essere utili per sensibilizzare a certi fenomeni. Ciò aiuta, perché si fa più attenzione a tali fenomeni quando li si incontra leggendo o ascoltando.

Nel caso di 1) bisogna fare una distinzione. Dato che gli infiniti finiscono in -ar, -er e -ir rimane -a, -e, -i. La a riceve un accento acuto, la e un accento circonflesso e la -i rimane com'è. (Ciò che significa che la a viene pronunciata come una a aperta e la e come una e chiusa cfr. 3.4.2.1 [o], [ɔ] e 3.4.3 [ɛ][e].)

aggiungere o, a, os, as a un infinito => r
verbo finisce en -ar => La a riceve un accento acuto
comprarcomprá-la comprá-las comprá-lo comprá-los
comprare comprarla comprale comprarlo comprarli
esempio Eu quero comprá-lo. Voglio comprarlo.
esperaresperá-la esperá-las esperá-lo esperá-los
aspettare aspettarla aspettale aspettalo aspettali
esempio Você tem que esperá-la. Devi aspettarla.
chamarchamá-la chamá-las chamá-lo chamá-los
chiamare chiamarla chiamale chiamalo chiamali
esempio Precisa-se chamá-las Si deve chiamarla.
prepararprepará-la prepará-las prepará-lo prepará-los
preparare prepararla prepararle preparalo preparali
esempioTemos que prepará-las. Dobbiamo prepararli.
verbo finisce en -er => La e riceve un accento circonfelsso
fazer fazê-la fazê-las fazê-lo fazê-los
fare farla farle farlo farli
esempioQuerem fazê-lo Vogliono farlo
ler lê-la lê-las lê-lo lê-los
leggere leggerla leggile leggilo leggili
esempioQueremos lê-lo Vogliamo leggerlo.
devolver devolvê-la devolvê-las devolvê-lo devolvê-los
restituire restituirla restituirle restituirlo restituirli
esempioTens que devolvê-las. Devi restituirli.
vender vendê-la vendê-la vendê-lo vendê-los
vendere venderla venderla venderlo venderli
esempioQuerem vendê-lo. Vogliono venderlo.
verbo finisce en -ir => La i rimane com'è.
ouvirouvi-la ouvi-las ouvi-lo ouvi-los
ascoltare ascoltarla ascoltarle ascoltarlo ascoltarli
esempioVocê quer ouvi-la? Vuoi ascoltarla.
traduzirtraduzi-la traduzi-las traduzi-lo traduzi-los
tradurre tradurla tradurle tradurlo tradurli
esempio Eles têm que traduzi-lo. Devono tradurrlo.
dividir dividi-la dividi-las dividi-lo dividi-los
dividere dividerla dividerle dividerlo dividerli
esempioEu posso dividi-lo. Posso dividerlo



2) La forma verbale finisce in s: in questo caso non si mette accento. La a era aperta prima e rimane aperta. Per quanto riguarda la seconda singolare questo è rilevante soltanto per il portoghese europeo, perché la seconda persona singolare non esiste nel portoghese brasiliano. Mostriamo soltanto il presente. Con -s finiscono anche:

- la prima persona plurale del perfeito simples,
- la seconda persona singolare e la prima persona plurale del imperfeito,
- la seconda persona singolare e la prima persona plurale del futuro e condizionale

Inoltre, mostriamo soltanto la o. I pronomi a, as, los si aggiunge nella stessa maniera. Una distinzione tra i verbi en -ar, -er, -ir non è necessaria in questo caso.

aggiungere o, a, os, as alla prima persona plurale, seconda persona plurale (ossia quando la forma verbale finisce in -s)
tu compras / nós compramos tu compra-lo / nós compramo-lo
tu compri / noi compriamo tu lo compri, noi lo compriamo  
tu queres / nós queremos tu quere-lo nós queremo-lo
tu vuoi / noi vogliamo tu lo vuoi, noi lo vogliamo  
tu vendes / nós vendemos tu vende-lo nós vendemo-lo
tu vendi / noi vendiamo tu lo vendi, noi lo vendiamo



3) La forma verbale finisce in z. In questo caso abbiamo la stessa situazione che in 1). Se la z viene omesso resta a, e, i. La a riceve un accento acuto, la e un accento circunflexo e la i o un rimane come è. Il caso che la forma verbale finisce in z non sucede molto spesso. Soltanto nella terza persona singulare presente dei verbi dizer, fazer, traduzir, e trazer e nella prima e terza persona singolare perfeito simples abbiamo un z finale e nel imperativo affermativo di questi verbi.

Inutile dire che non ci interessa al momento come viene utilizzato il perfeito simples. Ne discuteremo dettagliatamente nel capitolo 11. Tutti questi verbi sono irregolari.

fazerfaz fá-lo terza persona singolare presente / imperativo Lui lo fa / Fallo
fazer fiz fi-la prima persona singolare perfeito simples Lo ho fatto
fazer fez fê-las terza persona singolare perfeito simples Lo feci
dizerdiz di-lo terza persona singolare presente Lo dice
dizerdiz di-lo imperativo Dillo
trazertraz trá-las terza persona singolare presente Lo porta
trazertraz trá-lo imperativo Portalo
traduzirtraduz tradu-lo terza persona singolare presente Lui lo traduce.
traduzirtraduz tradu-lo imperativo Traducilo

Se la forma verbale finisce in un vocale nasale a, o, as, os diventa na, no, nas, nos. Tutti i verbi alla terza plurale al presente, perfeito simples e imperfeito, finiscono per vocale, sia en -am, eles falam, o in -em, eles vendem / eles partem. Pertanto non è vendem-os ma vendem-nos, no è fazem-o ma fazem-no. La stessa regola è valida per nos. Si dice lavamo-nos e non lavamos-nos.

Ci sono quattro verbi, che sono anche verbi importanti, che finiscono con un dittongo nasale ão: vão (vanno), dão (danno), são (sono), estão (stanno). (La differenza tra são di ser e estão di estar non ci interessa al momento e non è la stessa che in italiano tra essere e stare. Si usa ser per descrivere caratteristiche intrinseche e estar per descrivere stati passaggieri. Ne discuteremo in seguito.)

Anche qui abbiamo un’adattazione. Non si dice dão-a ma dão-na. (Nel caso di vão, são e estão questo non è rilevante. Il verbo ir, la cui terza persona plurale è vão, è intransitivo e non può pertanto avere un oggetto diretto. Estão e são son verbi copulativi è non possono avere un oggetto diretto neanche.)

Anche la terza persona singolare del verbo pôr finisce con un dittongo nasale pertanto non è pôe-o ma pôe-no.

Nella tabella mostriamo soltanto le forme verbali al presente, imperfeito e perfeito simples do indicativo. Anche la terza persona plurale del condizionale e del congiuntivo terminano con dittonghi nasali e lo schema è dunque lo stesso.

verbi in -ar (comprar = comprare)
presente compram compram-no Lo comprano.
imperfeito compravam compravam-no Lo compravano.
perfeito simples compraramcompraram-no Lo comprarono.
verbi in -er (vender = vendere)
presente vendem vendem-na La vendono.
imperfeito vendiam vendiam-na La vendevano.
perfeito simples venderam venderam-na La venderono.
verbi in -ir (conseguir = conseguire)
presente conseguem conseguem-nos Loa conseguono.
imperfeito conseguiam conseguiam-nos Loa conseguivano
perfeito simples conseguiramconseguiram-nos Loa conseguirono
dar (irregolare) = dare
presente dão dão-no Lo danno.
imperfeito davam davam-no Lo davano.
perfeito simples deram deram-no Lo dettero.
pôr (irregolare) = mettere
presente pôe pôe-nos Loa mette.
presente pôem pôem-nos Loa mettono.
imperfeito punham punham-nos Loa mettevano.
perfeito simples puseram puseram-nos Loa misero.





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