3.4. Vocali orali

Si chiamano vocali orali le vocali che si possono pronunciare senza usare il naso come cassa di risonanza. Le vocali nasali, invece, cfr. 3.3., utilizzano anche il naso come cassa di risonanza. Il fatto che le vocali orali non usino il naso come cassa di risonanza è facile da vedere o sentire. Basta tappare il naso e dire a, e, i, o, u. Si noterà che non c'è nessuna differenza tra la pronuncia con il naso chiuso e quella con il naso aperto, appunto perché le vocali orali non usano il naso come cassa di risonanza.

È utile sapere che il fatto che ci sono soltanto cinque grafemi (lettere o combinazione di lettere), non significa che ci siano anche soltanto cinque vocali. In italiano, per esempio, si distingue tra la o aperta e la o chiusa, tra la e aperta e la e chiusa. Per entrambe, però, esiste soltanto una rappresentazione grafica.

Il fatto che le vocali nasali utilizzano il naso come cassa di risonanza non vuole dire che non si possa produrre una vocale nasale con il naso chiuso. Questo significherebbe che i portoghesi non potrebbero più parlare nel caso in cui siano raffreddati. Le vocali nasali usano ANCHE il naso come cassa di risonanza, ma non esclusivamente.

Se l'aria esce completamente per la bocca, completamente per il naso o per entrambi dipende dal velo palatino e dalla lingua. Se il velo palatino è tirato su, il collegamento tra la bocca e il naso è interrotto e il naso non viene più utilizzato come cassa di risonanza. Questo è il caso di tutti i fonemi che si produce accumulando l'aria nella bocca (t, d, g, k) o dei suoni che hanno bisogno di una maggiore pressione d'aria come s, f, ecc.). È impossibile ammassare l'aria nella bocca o produrre una maggiore pressione d'aria se questa può uscire per il naso.

L'altro estremo sono la m e la n. In questo caso l'aria esce esclusivamente per il naso. Per una ragione difficile da spiegare tutte le combinazioni di vocale + m / n sono diventante, in francese e portoghese, delle vocali nasali. Sembra che i celti avessero dei problemi a pronunciare una vocale in maniera orale quando essa era seguita da una consonante nasale.

Il velo palatino abbassato è la "conditio sine qua non" per produrre una vocale nasale, ma quanta aria esce per la bocca e quanta per il naso dipende della posizione del dorso della lingua. L'insieme della cassa di risonanza formata dalla bocca e dal naso fa la differenza tra una vocale e l'altra.

La tabella qui sotto le mostra tutte. Nei capitoli seguente rappresenteremo ognuna di queste vocali nel dettaglio.

rappresentazione IPA grafema esempio significato
[a]áágua acqua
[ɐ]acama letto
[ɐ]àá (a preposizione + a articolo)
[ɐ]âângulo angolo
[ɑ]aalguém qualcuno
[e]ecena scena
[e]êvocê Lei (forma di cortesia), tu
[ɛ]é café caffè
[ɘ]ede di
[i]etelefone (Br.) telefono
[i]ilivro libro
[o]onovo nuovo
[o]ôavô nonno
[ɔ]oporta porta
[ɔ]óavó nonna
[u]utudo tutto
[u]úútil utile


Ci si può chiedere se la trascrizione fonetica sia davvero utile. In una lingua straniera molto spesso non si sente le piccole differenze tra un suono e l’altro. La maggioranza degli italiani conosce passivamente la differenza tra una o chiusa (come in conoscere) e una o aperta (come in cosa). Passivamente significa che pronunciano automaticamente come viene pronunciato nelle rispettive regioni. Però, quando si impara una lingua straniera è utile rendersi conto in modo cosciente di questa differenza ed essere sensibilizzati a questi fenomeni. In avó c’è una o aperta (come in cosa), mentre avô viene pronunciato con una o chiusa (come in conoscere), cioè arrotondando le labbra e dando una specie di bacio all'aria. Se non possiamo sentire la differenza, la trascrizione fonetica può esserci d’aiuto.


Tuttavia, la trascrizione IPA non è necessariamente l'ultima risorsa della saggezza. Infatti, in ogni lingua la pronuncia varia da una regione all ’altra e molto spesso, come in Italia, non esiste una pronuncia universalmente accettata come norma e modello ideale. Inoltre, tra due estremi esistono sempre un gran numero di varianti. Tra la e aperta, come in caffè, e la e chiusa, come in esercizio, ci sono altre varianti. La e aperta nella parola francese vrai (vero), per esempip, è più aperta che la e aperta italiana e la e aperta tedesca in parole come ähnlich è ancora più aperta.

La maggioranza delle vocali orali portoghesi esistono anche in italiano e non sono pertanto un problema. Ci sono però due che non esistono in italiano, la a chiusa [ɐ] e la e oscura [ɘ]. Di queste vocali parleremo in seguito.

Non si deve confondere un grafema con un fonema. Un grafema si riferisce alla forma scritta, un fonema alla pronuncia. Se guardiamo la tabella vediamo che lo stesso fonema può essere rappresentato da vari grafemi e viceversa.

L'accento circonflesso indica che una vocale deve essere pronunciato in modo chiuso, l'accento acuto indica che una vocale deve essere pronunciato in maniera aperta.

Nei capitoli seguenti contrasteremo le vocali che si assomigliano per sentire la differenza.







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