3.2. Vocali nasali

Si distingue tra vocali nasali e vocali orali. Nella maggioranza delle lingue indogermaniche, tra cui l'italiano, vocali nasali non esistono. Le lingue più famosi di questo gruppo che hanno vocali nasali sono il francese e il portoghese.

Tanto in francese quanto in portoghese i vocali orali vanno sempre seguite, nella scrittura, da m o n, che sono consonanti nasali. Per rendersi conto di ciò basta tapparsi il naso e dire mmmmmmmmm o nnnnnnnnnnnn. Per un momento molto breve ciò è possibile, perché per qualche millisecondo si può immagazzinare l'aria nel naso, ma quando ciò non è più possibile, non si potrà più pronunciare una m o n. (Possiamo anche imparare qualcosa di nuovo: al contrario di cosa suggerisce l’espressione “parlare con voce nasale”, le persone che parlano con voce nasale NON utilizzano il naso come cassa di risonanza.


È molto probabile che le vocali nasali siano una eredità dei celti che occupavano la Francia e, in parte, la penisola iberica prima dell'arrivo dei romani. L'enigma difficile da risolvere è perché non ci sono dei vocali nasali in spagnolo. Probabilmente, nessuno sa esattamente com’era strutturata la società 300 anni prima dell’avvento Gesù Cristo. Tuttavia, pare che nella regione oggi denominata Galizia - nel nord-ovest della Spagna dove si parla la lingua dalla quale deriva il portoghese, cioè il gallego - vivessero più celti e pertanto questi hanno avuto un impatto maggiore sulla pronuncia del latino durante il suo processo di trasformazione nelle rispettive lingue romanze. Sembra che i celti avessero un problema a pronunciare in modo orale una vocale seguita da una consonante nasale e pertanto la vocale orale è diventata una vocale nasale. (Un problema difficile da capire: non è molto difficile, infatti, pronunciare una vocale orale davanti a m / n: andare, donare, rovinare ecc. Sembra che i celti avessero un apparato fonatorio un può speciale: per il resto dell'umanità è più facile pronunciare una vocale orale + m / n, che una vocale nasale.)

Nel caso delle vocali nasali, il naso serve da cassa di risonanza. Esso non è l'unica cassa di risonanza che abbiamo a disposizione. Questo è ovvio, perché se fosse così, potremmo produrre soltanto una sola vocale, perché la cassa di risonanza formata dal naso sempre è la stessa.

E anche utile sapere che il collegamento tra il naso e la bocca può essere interrotto, anche se normalmente nessuno si rende conto di questo. Se ciò non fosse possibile, non potremmo produrre, per esempio, una t. Per pronunciare questa consonante occlusiva, accumuliamo l'aria dietro la lingua e la lasciamo poi uscire di colpo. Questo non sarebbe possibile, se l'aria potesse uscire per il naso.


Il collegamento tra la bocca e il naso si interrompe con il velo palatino. Se è abbassato, c'è un collegamento tra la bocca è il naso, se è alzato, questo collegamento è interrotto. La condizione per produrre una vocale è pertanto che il velo palatino sia alzato. Ciò non basta, però, per produrre le differenti vocali nasali, dobbiamo anche modificare la cassa di risonanza formata dalla bocca.

Per capire cos’è una vocale nasale possiamo fare il seguente esperimento: prima produciamo una aaaaaa con la narice tappata per essere sicuri che non esca aria dalle narici. In questo caso produciamo una vocale puramente orale. Poi, lasciamo il naso e spostiamo all’indietro la parte posteriore della lingua. Sentiremo che l'aria esce anche dalle narici e che il valore fonetico della nostra a cambia.

La stessa cosa si può fare con la o, la u, la e, la i.

La regola di base è questa. Per quanto riguarda la posizione delle labbra non c'è nessuna differenza tra una vocale orale e una nasale. La differenza è il mero fatto che nel caso delle vocali nasali l'aria esce anche dalle narici.


Se non è ancora chiaro importa. Per una ragione sconosciuta gli esseri umani sono capaci, in generale, di riprodurre un suono anche se non esiste nella propria lingua materna. (Se non fosse così, non potremmo neanche imparare la nostra lingua madre.)






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